18 luglio 2016 | by La Redazione Piemonte IDV
Pene più severe per chi commette violenza? Ecco perché non servono

Per chiunque abbia un disabile mentale in famiglia il pestaggio di Luca non suscita nemmeno troppa meraviglia. Non ci serviva certo il video di quattro lazzaroni per scoprire quanto sia facile, per chi abbia fragilità nel comprendere, diventare uno dei bersagli preferiti della vigliaccheria machista. Esattamente come accade di frequente a donne sole o a […]

Per chiunque abbia un disabile mentale in famiglia il pestaggio di Luca non suscita nemmeno troppa meraviglia. Non ci serviva certo il video di quattro lazzaroni per scoprire quanto sia facile, per chi abbia fragilità nel comprendere, diventare uno dei bersagli preferiti della vigliaccheria machista. Esattamente come accade di frequente a donne sole o a persone omosessuali.
Purtroppo è difficile – se uno non li ha in casa – rendersi conto quanto il neurodiverso possa comunemente essere considerato al gradino più basso della scala che misura la dignità degli esseri umani.
E sono demagogicamente svantaggiose le battaglie civili in difesa di svampiti, pazzerelli, anime semplici o qualunque altro eufemismo ipocrita possa essere usato per definire un problema psichiatrico.
Ci voleva proprio il clamore dell’ indignazione da social evento perché le alte istituzioni fossero informate di quanto il nostro Paese sia ancora visceralmente portato a considerare ogni gradualità del deficit cognitivo e relazionale una macchia da cancellare dalla società dei savi. È quasi irritante vedere oggi il coro degli indignati che magari sarebbero pronti a lanciare crociate simili indifferentemente per la salvezza di agnelli pasquali o tacchini di Natale. Non serve grande fantasia a immaginare che fattacci del genere siano frequenti. Magari gli autori non hanno la sfrontatezza di metterli sempre in rete come fossero gesti epici. Vi assicuro che anche chi sin dalle elementari è considerato strano, secchione, fissato, taciturno o troppo loquace è sistematicamente vittima di sopraffazioni e violenze.
Sono atti che si diluiscono nell’ ignoranza generale rispetto al disagio mentale e in una mai sopita paura che possa rappresentare un attentato alla sicurezza sociale. È proprio nei periodi di maggiore inquietudine diffusa che si cercano capri espiatori.
Il, segretario nazionale dell’ Italia dei Valori Ignazio Messina, insieme ad alcuni senatori del suo gruppo, dopo aver visto il video ha annunciato un ddl ad hoc che preveda l’ aumento a non meno di dodici anni di reclusione come pena minima nei confronti di coloro che usano violenza nei confronti di persone già di per sé svantaggiate e anche nei confronti di chi, sul web, non impedisce la pubblicazione di queste vergognose immagini.
Ma invocare leggi specifiche e aumentare le pene non serve quando chi è violento verso il debole di mente appoggia la sua brutalità sulla convinzione di compiere, tutto sommato, un atto salutare per il benessere sociale. È come se l’ accanirsi su chi pensa e ragiona in misura minore rispetto alla regola dei più possa essere corroborato da un silente intento eugenetico.
Nessuno si indigni… Serve maggiore cultura verso ogni diversità, non nuove norme.
Le leggi che abbiamo già dovrebbero bastare per punire atti simili, che fanno parte di una diffusa e sottovalutata pratica di violenza sistematica e spesso tollerata verso le menti più fragili. Inizia con il primo bullo che si incrocia sui banchi di scuola, termina con l’ operatore sanitario che ti prende a calci e sputi quando non si è più umani, ma ospiti di un centro per deposito di disabili psichici.

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